“Via Paolo Emilio Pellegrino” a Pantelleria


Su iniziativa del Comune di Pantelleria e su proposta della Commissione per la Toponomastica e le Iscrizioni Commemorative è stata intitolata una strada nella splendida isola siciliana in memoria di Paolo Emilio Pellegrino.

Fu una figura storica della Carlo Pellegrino & C. Natio di Marsala (1898), si laureò giovanissimo a Roma in giurisprudenza e intraprese subito l’attività forense. Militò nel partito radicale di Cavallotti e fu consigliere comunale nella sua città. Nel 1920 unitamente al cognato Vincenzo Alagna, enologo, decise di dedicarsi a quella che fu la sua vera passione, la Carlo Pellegrino & C., azienda di famiglia, fondata nel 1880. I suoi furono anni di crisi, ma con spirito di iniziativa negli anni ’30 riuscì ad affermare sul mercato Italiano il marchio Pellegrino dando nel contempo impulso all’esportazione all’estero con notevole successo. La sua dedizione e passione venne premiata nel 1960 con la nomina dell’allora Presidente della Repubblica Gronchi a Cavaliere del Lavoro. Nel 1970, con la Federvini, partecipa alla stesura e alla pubblica audizione del disciplinare di produzione per i vini DOC dell’isola di Pantelleria (in vigore fino al 2000). La sua innata imprenditorialità aveva già visto le potenzialità della perla nera del mediterraneo e nel 1971 comprò un lotto di terreno per costruire una cantina nell’isola che purtroppo non riuscì a realizzare a causa del sopravvento di una cooperativa che monopolizzò la trasformazione dell’uva zibibbo. Muore...

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IL VINO NELLA MINIERA DI PIRANDELLO

cava aragona
“…della tenebra fangosa delle profonde caverne…Ciaula non aveva paura…toccava con la mano in cerca di sostegno le viscere della montagna: e ci stava cieco e sicuro come dentro il suo alvo materno. “
La descrizione riguarda la miniera di Taccia Caci della novella di Luigi PirandelloCiaula scopre la luna” che oggi, grazie ad un innovativo progetto enologico realizzato da CVA, Viticultori Associati di Canicattì, torna rivivere e a riscattare la Sicilia povera e sfruttata delle zolfare. Queste, che nella memoria storica collettiva della Sicilia sono state simbolo di miseria e di sfruttamento, diventano per la Convenzione tra Viticultori Associati e la città di Aragona protagoniste dell’attività produttiva di importanti aziende vitivinicole che potranno competere sui mercati più prestigiosi.
Il direttore dell’Istituto Vite e Vino della Regione Siciliana, Dario Caltabellotta, durante la presentazione del progetto avvenuta il 1° dicembre 2009 nell’Aula Consiliare di Aragona ha sottolineato che “ Il Vino in miniera è il segno di una consapevolezza importante del valore del territorio e della sua storia…e ha la forza di rappresentare la Sicilia nella sua identità più significativa“.
Nelle zolfare sono state individuate condizioni termiche e di umidità che sembrano essere ottimali per l’evoluzione e l’affinamento di vini in barriques e bottiglia.
L’idea è stata accolta con entusiasmo dal sindaco di Aragona, Alfonso Tedesco e da tutta l’Amministrazione già impegnata nella...

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