SULLE TRACCE DI ROCCO SCHIAVONE IN VALLE D’AOSTA

 

Schiavone GialliniPG UNO SPECIALE ITINERARIO ATTRAVERSO I LUOGHI CHE FANNO DA SFONDO ALLA FAMOSA FICTION 

Girovagando, curiosando, ammirando: è così che si scopre la Valle d’Aosta, passo dopo passo, lasciandosi avvolgere dalla storia delle sue tradizioni e dai segreti dei suoi luoghi, scelti come sfondo delle vicende del vicequestore Rocco Schiavone.
E quale migliore occasione, se non la seconda serie di Rocco Schiavone – in onda dal 17 ottobre sulla Rai - per scoprire alcuni dei suoi angoli più nascosti e farsi conquistare dai suoi tesori.
È infatti sulle tracce del celebre vicequestore romano che si può intraprendere un percorso alla scoperta della più piccola regione d’Italia, molto meno cupa di quella che appare nella fiction Rai, ma soleggiata e suggestiva, capace di arrivare dritta al cuore.
«A differenza di Rocco mi piace tanto Aosta, forse perché è la Roma delle Alpi. Mi trovo davvero bene, mi piace stare qui, camminare per il centro». Il tour inizia proprio con le parole di Marco Giallini - l’attore che interpreta il vicequestore – che nella realtà è affascinato dalla bellissima città di Aosta e dai suoi gioielli architettonici, ancora oggi conservati quasi interamente.

Percorrendo la via principale in direzione Piazza Chanoux – la principale piazza della città – ci si trova davanti al palazzo del Municipio e al primo luogo simbolo di Rocco Schiavone. Sotto il porticato della piazza sorge, infatti, il celebre Caffè Nazionale, il luogo dove il vicequestore è solito sedere per bere un caffè, sorseggiare e stuzzicare qualcosa: seduti al suo stesso tavolo si può ammirare la piazza da un’altra prospettiva e lasciarsi conquistare dalla signora che da anni gestisce lo storico locale e che accoglie i suoi ospiti facendogli scoprire la “Cappella”, una sala dal fascino antico e raffinato, che fa da sfondo ad alcune scene della fiction.
Lasciata la piazza, è il momento di godersi l’Aosta romana. Un esempio dell’architettura romana l’Arco di Augusto, l’antico ingresso della città romana eretto nel 25 a.C., la cui maestosità si può ammirare in alcune scene: ancora oggi preserva il suo antico splendore e un bellissimo crocifisso collocato solo in tarda epoca. Attraversato l’Arco – da poco più di due mesi reso pedonale – si può raggiungere una delle tappe obbligatorie di questo percorso: Porta Praetoria.

Un tempo accesso alla città Augusta Praetoria, oggi è attraversata quotidianamente da centinaia di valdostani: dotata un tempo di tre porte, rimane percorribile solo quella centrale, anche se circa due metri sopra rispetto l’originale livello del suolo. Subito sulla destra, ci si trova in un altro luogo simbolo delle origini romane e del mondo di Schiavone: il Teatro Romano. Un tempo coperto – così ipotizzano gli studiosi – la struttura architettonica impreziosisce la città, creando quell’affascinante contrasto storico-moderno che caratterizza tutta Aosta. Ed è proprio qui che Marco Giallini mette in scena i momenti più intimi del vicequestore: tra queste rovine Schiavone si rifugia spesso per riflettere sui fantasmi del passato, tra i quali l’amata moglie Caterina, e per trovare un momento di calma e silenzio.

Lasciato il Teatro Romano, è il Borgo di Sant’Orso la prossima tappa. Un angolo di Aosta un po’ diverso dagli altri, perché incrocio di diversi stili e di diverse epoche. Appena arrivati, alla sinistra si può ammirare il Priorato rinascimentale, così voluto dal priore Giorgio di Challant – una delle figure più celebri della Valle d’Aosta. Finestre ornate di terracotta, torre ottagonale in stile gotico e altre tracce di diversa tiratura stilistica lasciano il posto al Chiostro di Sant’Orso, collocato poco di fianco. Anche questo è un altro luogo scelto dalla produzione Rai per girare alcune scene del terzo e secondo episodio della prima serie: attraversandolo non si può non perdersi nei particolarissimi dettagli dei capitelli scolpiti in marmo, tutti raffiguranti scene del Nuovo e Vecchio Testamento o personaggi mitologici, e guardarli con gli occhi di Schiavone.

Lasciato questo luogo che unisce meravigliosamente epoche diverse, si viene riportati nel XVIII secolo dove Rocco Schiavone ha la sua casa: Palazzo Ansermin. Qui basta dare un’occhiata al citofono per trovare il cognome del vicequestore e chissà se suonando si affaccerà davvero dalla sua finestra, sopra l’antico stemma centrale.
6 Filippo Dini e Marco Giallini

Il tour della città sulle tracce di Rocco Schiavone si conclude nel Criptoportico Forense, uno dei pochi esempi conservati quasi interamente. Da percorrere a piccoli passi, questo è il punto di ritrovo del vicequestore, il posto dove si confronta con i suoi colleghi e dove riferisce ai suoi superiori le novità su un caso irrisolto.
Lasciata Aosta, il percorso può proseguire oltre le mura cittadine, verso la vetta più leggendaria di tutta la regione: il Monte Bianco. Viaggiando il Gigante d’Europa, si può fare tappa all’Orrido di Pré-Saint-Didier e provare il brivido di attraversare la passerella di acciaio (solo per chi non soffre di vertigini!).

É proprio qui che è stato inscenato il suicidio andato in onda in uno degli ultimi episodi. Discendendo il breve itinerario tra i boschi, si possono raggiungere le Terme di Pré-Saint-Didier e concludere il tour cercando di individuare le aree in cui Schiavone segue le sue indagini.

Oltre a questi luoghi, la Valle d’Aosta continua ad offrire moltissime attrazioni, squarci panoramici e infinite opportunità.
Per chi ama le fiabe e le antiche leggende, i tantissimi castelli che caratterizzano tutto il territorio sono i luoghi perfetti dove sostare ed effettuare una visita. Un consiglio? Il Castello di Issogne ha da pochissimo inaugurato il nuovo percorso multimediale “Il Castello dei Sogni”: l’occasione non solo per ammirare i bellissimi affreschi medievali ma anche per appassionarsi alle vicende dell’ultimo proprietario del castello, Vittorio Avondo.

Per chi invece desidera stare a contatto con la natura incontaminata e mettere alla prova la propria preparazione atletica in un’atmosfera suggestiva, un giro in e-bike è quello che ci vuole. Una volta indossato il caschetto, può finalmente iniziare la gita attraverso i bellissimi vigneti e meleti che caratterizzano il paesaggio intorno ad Aosta. Sosta obbligata all’Azienda Agricola Augusta che produce non solo gustosissime mele ma anche un incredibile succo, usando gli scarti della raccolta.
E se è vero che un territorio si conosce solo quando se ne comprendono le tradizioni, allora è la Bataille de Reines l’occasione perfetta per entrare in contatto con le sue persone e vivere fino in fondo una delle manifestazioni più sentite. Dal 1600 le mucche di razza nera si scontrano per incoronare la Reina, la regina delle mucche. Un momento di profonda commozione e folklore per tutti gli allevatori e per i curiosi che accorrono in migliaia per assistere alla finale.
Indissolubilmente legati alle tradizioni, sono anche i sapori valdostani che da secoli si portano dietro anni di povertà e di usanze popolari. Dalla polenta concia alla carne salada, dalla Fontina DOP alla Crema di Cogne basta fare un salto alla Trattoria degli Artisti o al Ristorante Sur la Place, entrambi in centro ad Aosta, per degustare la tradizione. Per i vini più rinomati, anche l’Enoteca del Castello dei Signori di Avise sa conquistare tutti i palati, mentre il Vecchio Ristoro propone una cucina più innovativa e ricercata.

Nel dubbio si può sempre seguire il consiglio di Marco Giallini: «A me piace mangiare di tutto! I salumi, le fondute, la polenta. Mi piacciono molto i secondi di carne, che mi sono gustato durante la mia permanenza in Valle. Tra i vini ho bevuto il Prisonnier di Anselmet. Buonissimo!».
E se si vuole soggiornare per più giorni in Valle d’Aosta e godervi lentamente i luoghi di Schiavone e non solo, il B&B Le Rêve Charmant è il posto perfetto per lasciarsi coccolare da fresche torte appena sfornate, profumo di marmellate fatte in casa e dall’atmosfera tipica degli chalet di montagna. Tutto in pieno centro città ad Aosta.
www.lovevda.it

  

(FOTO DANIELE MANTIONE.)

  

La Redazione

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